Lavorazione del corallo

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Percorrendo le strade del centro storico di Trapani è facile ritrovarsi su vie il cui nome racconta di vecchie tradizioni, di antichi lavori e di artigianato locale. 

Le origini

La Via Corallai, già nel ‘400, brulicava di piccole botteghe e laboratori in cui i maestri orafi e gli incisori del corallo producevano elementi decorativi da applicare su oro e rame utilizzando questo prezioso materiale proveniente dal mare.

Da quel momento in poi, la lavorazione del corallo avrebbe rappresentato una delle principali attività legate all’economia del territorio. Grazie alla sua presenza in abbondanza nel mare della provincia e al perfezionamento, nel tempo, degli strumenti e delle tecniche, infatti, Trapani divenne una delle capitali del Mediterraneo votata a quest’arte. I primi a riconoscere le potenzialità del corallo e a dedicarsi a questa attività manifatturiera furono gli ebrei provenienti dal Maghreb e, successivamente, proprio gli artigiani siculi.

All’inizio del ‘600, il valore artistico ed economico delle produzioni in corallo risultò tale che le varie maestranze, compresi i pescatori che da Maggio a Settembre si dedicavano alla sua raccolta, si organizzarono in un consolato per salvaguardare i propri interessi e regolamentare la licenza ad esercitare il mestiere di maestri corallari e di tutti coloro che, in qualche modo, rientravano nel processo di raccolta, acquisto, lavorazione e vendita del prodotto finito. 

Tra gli oggetti più famosi, riconducibili alla lavorazione del corallo, si ricorda la Montagna di Corallo. L’opera, definita in tal modo per la sua grandezza e la ricchezza delle scene sacre rappresentate, fu commissionata alle maestranze trapanesi nel 1570 dal Vicerè di Sicilia; purtroppo, imbarcata su una nave diretta in Spagna per essere donata al re Filippo II, non giunse mai a destinazione. Ma il vero successo della lavorazione del corallo arrivò nel ‘700, quando da tutto il mondo giunsero richieste di gioielli e ornamenti destinati soprattutto a sovrani, nobili e rappresentanti della chiesa. 

La lavorazione del corallo oggi

Nonostante un lieve declino intorno al 1800, la tradizione subì una ripresa ispirata dalle tendenze dell’art decò, proseguendo almeno fino agli anni ’80 del Novecento. Oggi, sia la pesca che le maestranze artigiane dedite alla lavorazione del cosiddetto “oro rosso siciliano” si sono notevolmente ridimensionate. Resta comunque una stupenda collezione di opere in corallo, testimonianza dei tempi che furono, presso il Museo Regionale Agostino Pepoli a Trapani.

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